Maggio: un mese ricco per la semina

 

 

Ormai siamo in primavera, sono iniziate le belle giornate, e per gli agricoltori si profila un ottimo periodo per la semina. Tuttavia anche le persone con l’hobby del giardinaggio, che magari possiedono dei vasi sul balcone o in giardino, possono approfittare di questo periodo. Il mese di maggio si presenta  molto interessante dal punto di vista della semina, visto che è possibile piantare una buona varietà di frutta e verdura.

 

Tra gli ortaggi estivi da seminare ci sono le zucchine, melanzane, peperoni, pomodori, fagioli, porri, broccoli, carote e cetrioli; tra i frutti invece angurie e melone, consumati nella stagione estiva. Ma c’è spazio anche per le erbe aromatichebasilico, il prezzemolo e il sedano, ma anche il coriandolo, alcuni esemplari di timo e il dragoncello.

Prima di rimboccarvi le maniche e cominciare con la semina, dovete seguire alcuni accorgimenti in modo che tutte le operazioni diano i frutti sperati. Anzitutto innaffiate al tramonto o durante le prime luci dell’alba, in modo che le piante possano trattenere l’acqua e resistere al caldo durante il giorno. Nello stesso tempo fare attenzione a non bagnare le foglie per evitare l’insorgere di malattie. In questo periodo bisogna fare attenzione anche ai parassiti che potrebbero attaccare le piante: per questo utilizzare degli insetticidi, ma, se possibile, ricorrere a metodi naturali come la consociazione per combattere gli insetti dannosi.

Per il resto, vi auguriamo una buona e fruttuosa semina!

 

 

La Stevia: un potente dolcificante naturale

Un’immagine della Stevia

 

Quando si prende il caffè, si usa mettere dello zucchero o un dolcificante artificiale. Tuttavia un uso eccessivo di queste elementi può causare danni alla salute e, salvo abituarsi al caffè amaro, bisogna ricorrere a delle alternative naturali. La Stevia può rappresentare una valida soluzione.

Originaria del Sud America, la Stevia è una pianta dotata di potenti proprietà dolcificanti, addirittura trecento volte superiori a quelle dello zucchero. Nonostante questo, le calorie contenute sono pari a zero, trattandosi di un prodotto naturale, riducendo di molto l’impatto glicemico. I principi attivi sono la stevioside, la dulcoside A, il rebaudioside A e il rebaudioside C, elementi che determinato la dolcezza della pianta.

La Stelvia può essere essiccata in polvere, ma niente vieta di usarla anche allo stato naturale. Utilizzata da secoli dai sudamericani, negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più anche in Europa, Italia compresa. D’altronde tra i sostenitori di questa pianta ci sono i gruppi ambientalisti, che ne consigliano l’uso agli amanti dei prodotti naturali senza utilizzare dolcificanti dannosi per la salute, come l’aspartame.  Tuttavia anche il mondo industriale sta iniziando ad apprezzare la “Rebaudiana Bertonii”: un esempio è la Coca Cola, che nel 2014 ha lanciato la versione “Life” della bibita dove, tra gli ingredienti, si trovano le piante di Stevia.

Oltre a essere un dolcificante a zero calorie, la Stevia offre numerosi benefici, come per contrastare il diabete, l’obesità, e tutti quei disturbi connessi con l’assunzione degli zuccheri. Attenzione però a non esagerare con il consumo, poiché potrebbero esserci delle controindicazioni, come l’ipotensione e l’ipoglicemia.

Dove comprare la Stevia? Il commercio della pianta è stato autorizzato alla fine del 2011, e si può trovare nei supermercati, farmacie, erboristerie o direttamente dai produttori. Si può acquistare in forma di polvere, liquida, o compresse.

In definitiva, la Stevia rappresenta un’opportunità per godere delle proprie bevande o cibi preferiti senza preoccuparsi degli zuccheri, ma sopratutto permette di evitare l’uso di edulcoranti artificiali nemici della nostra salute.

Guida all’acquisto dell’olio d’oliva

Olio d’oliva extravergine biologico

olio d'oliva

 

Visto come un condimento presente in moltissimi piatti della dieta mediterranea, l’olio d’oliva in realtà è un vero e proprio alimento contenente molte proprietà benefiche: è un potente antiossidante, ricco di vitamina E, e contiene fitosteroli, ottimi antinfiammatori.

Il suo uso rende estremamente gustose diverse pietanze che, altrimenti, sarebbero insipide. Pensiamo alla bruschetta: senza l’olio sarebbe solo un pezzo di pane!

Vista la sua importanza nella nostra cucina, è importante seguire alcuni accorgimenti in fase di acquisto per evitare di incappare in prodotti scadenti, o peggio ancora, che possano essere nocivi per la nostra salute.

 

  1. Scegliere l’extravergine: è la miglior tipologia d’olio, sopratutto per via del grado di acidità che non deve superare l’1%. Viene ricavato dalla semplice spremitura di olive, impedendo che si verifichino alterazioni di alcun tipo. Inoltre l’extravergine è definito perfettissimo, in quanto non viene mischiato con altri oli.  Se possibile, acquistatelo presso una ditta agricola di vostra fiducia.
  2. Evitare il low cost: la qualità si paga, quindi non conviene ripiegare su oli di basso prezzo. Prodotti economici potrebbero nascondere insidie, ma sopratutto potrebbe non trattarsi di vero olio d’oliva extravergine.
  3. Leggere le etichette: secondo la legislazione, i prodotti devono avere etichette chiare, leggibili e indelebili. Devono essere indicati marchio, processo produttivo, luogo dove è stato prodotto e le caratteristiche. Assicurasi inoltre che la data di scadenza sia visibile
  4. Acquistare olio d’oliva biologico: spesso le grandi aziende ricorrono a pesticidi e correttivi chimici per nascondere l’acidità dell’olio. Per questo è consigliabile acquistare olio da piccole aziende o ditte agricole locali che utilizzino metodi biologici per la produzione. I prodotti biologici, oltre a essere di qualità superiore, non contengono additivi dannosi per la salute umana.
  5. Conservare l’olio d’oliva: è fondamentale saper conservare l’olio d’oliva in modo da evitare il deterioramento. In ogni caso basta seguire semplici regole: mettere l’olio in bottiglie di vetro scuro, e tenerle lontano da fonti di luce e calore.

Guarire con gli asini: i benefici dell’onoterapia

 

Negli ultimi anni cani, gatti e cavalli vengono utilizzati nelle terapie per curare disturbi fisici e psichici. Tuttavia ci sono anche altri animali che si sono dimostrati validi per cure riabilitative, tra cui gli asini.

Praticata da diverso tempo in Europa e Stati Uniti, l’onoterapia in Italia è ancora poco diffusa: a Roma solo l’ospedale di Genzano “Fatebenefratelli” ha una fattoria dove vengono accuditi asini per l’onoterapia. Eppure questa particolare pet therapy si è dimostrata molto efficace nell’alleviare i sintomi di malattie gravi e invalidanti, come l’autismo, l’Alzheimer e molto patologie psichiatriche. Ma gli asini possono aiutare anche chi, a seguito di traumi o relazioni diseducative, presenta problemi comportamentali o legali alla sfera emotiva e affettiva. Anche gli anziani, i tossicodipendenti e i disabili trovano giovamento nel relazionarsi con questi animali.

Ma come funziona l’onoterapia, e sopratutto perché è utile? Grazie al loro carattere docile, accogliente e quasi del tutto privo di aggressività, l’asino instaura facilmente un rapporto empatico con l’utente, che attraverso la cura dell’animale, ritrova l’autostima e la sicurezza in sé, colmando quei deficit cognitivi e psichici da cui è afflitto. Le persone, guidate da un gruppo di professionsti, interagiscono con l’asino acccudendolo, accarezzando il pelo morbido, spazzolandolo: in altre parole l’utente instaura una relazione affettiva ed empatica con l’animale. Questa relazione apporta numero benefici, tra cui:

  • Sviluppo delle capacità relazionali con l’animale tramite linguaggio non-verbale.
  • Accedere al proprio mondo emotivo mediante il rapporto con l’animale.
  • Sviluppo della consapevolezza di sé e dell’Altro.
  • Accrescimento della capacità di prendersi cura dell’Altro.
  • Sviluppo dell’autonomia nelle scelte personali e nelle attività con l’animale
  • Sviluppo capacità empatiche e di aiuto reciproco
  • Miglioramento  delle condizioni fisiche, psicologiche ed emotive degli assistiti
  • Ritrovare la propria dimensione affettiva tramite la relazione con l’asino

Nonostante siano stati denigrati per secoli, gli asini in realtà sono intelligenti, sensibili, empatici, collaborativi e, sopratutto, mai . Per questo questi splendidi animali si sono rivelati dei preziosi alleati per allevviare le sofforenze dei pazienti affetti da disturbi fisici e psichiatrici.